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L'Accademia

L’Accademia Cavese di Cultura e Arte - A.C.C.A. - scuola di Dizione e Recitazione con corsi triennali e Saggio/Spettacolo obbligatorio alla fine di ogni Anno Accademico – apre i battenti il 10 settembre 1986 per esplicito desiderio di S.E. Rev.ma Mons. Ferdinando Palatucci, Arcivescovo emerito di Cava de’ Tirreni.
L’A.C.C.A. è ospitata nel vecchio refettorio dell’ex Seminario Diocesano che il Presidente dell’A.A.S.T. avv. Enrico Salsano, al quale il P.T.B. si rivolge ancora una volta, ha provveduto a trasformare in una piccola e funzionale sala teatrale per lo svolgimento dei corsi, l’allestimento dei Saggi e la rappresentazione degli spettacoli della Compagnia Teatrale.
La Direzione Artistica è affidata a Domenico (Mimmo) Venditti - diplomato alla Bottega Teatrale del Mezzogiorno (Ente Teatro di formazione professionale) diretta da Antonio Casagrande.
I docenti del Primo Anno Accademico - 1986/87 – sono: Prof.ssa Anna Maria Morgera (Storia del Teatro) - Antonio Pierro, ballerino del Teatro San Carlo (Uso del Corpo) – Dizione e Recitazione è affidata al Direttore Artistico.
In 38 si presentano al provino d’ammissione, ne saranno scelti 19 e solamente 2 completeranno il triennio conseguendo il Diploma: Marilena De Pisapia e Marco Senatore.
Nel 1990 il parroco, don Antonio Filoselli - Presidente onorario dell’A.C.C.A. – comunica la non più disponibilità della Curia Vescovile a concedere l’uso continuato del Teatro. Con n. 3 sezioni, quasi n. 100 iscritti, compreso un nutrito gruppo di giovani provenienti da Solofra, si pone il dilemma: chiudere l’Accademia oppure continuare tra mille difficoltà?
L’intervento del Sindaco, Prof. Eugenio Abbro, da noi sollecitato, ottiene solamente dal nuovo Vescovo, Mons. De Palma, la possibilità d’uso della sala, quando è libera e da richiedere di volta in volta, e l’uso della piccola stanzetta annessa al Teatro, già sede della Compagnia; sono poco più di 10 metri quadrati, ma non si può deludere tanti giovani, decidiamo di continuare, ma l’anno dopo siamo costretti ad arrenderci.
Poco prima di Natale del 1991 – dopo uno spettacolo della Compagnia effettuato in Solofra – accettiamo, col magone, la proposta dell’Assessore alla Cultura di aprire una succursale dell’Accademia Cavese, costretta a chiudere i battenti, in quella città.
Ospitati in un grosso salone, sede della giovane compagnia locale, riprendiamo. L’esilio dura fino al 1996, ma già nel 1992 ricominciamo a sperare. Il sindaco Abbro, il 3 febbraio, ci aveva ventilato la possibilità di ottenere due locali seminterrati della scuola Don Bosco di Corso Mazzini a patto di eseguire i lavori di riadattamento a nostre spese. Era soltanto il primo passo, non sapevamo dove avremmo preso i soldi per fare i lavori, ma decidemmo di fare il salto nel vuoto.
Il 20 novembre 1995 firmiamo il comodato con il nuovo sindaco Raffaele Fiorillo impegnandoci ad effettuare i lavori; avevamo, con la compagnia, girato l’Italia, fatto tanti spettacoli, per realizzare quel sogno: una sede tutta nostra con una vera sala prove, dove poter riprendere anche i Corsi dell’A.C.C.A.
I lavori durano poco più di un anno ed il primo gennaio 1997 l’Accademia riprende i corsi di Dizione e Recitazione che si svolgono regolarmente, ancora oggi – anno 2011 –