Prima che “vegna” scuro

Autore: Liliana Lorenzi Gasperin - tre atti in dialetto Veronese

Adattamento: Traduzione ed laborazione in dialetto "cavajuolo" di Mimmo Venditti

Regia: Mimmo Venditti

Luci: Bruno Rispoli

Sartoria: Anna Maria Venditti Rispoli

Musiche: Studio 316

Personaggi e Interpreti:
Rosa, la madre - Carmela Lodato
Bortolo, il nonno - Pasquale Focà
Giulio, il figlio - Antonio Carratù
Ernesto il padre - Mimmo Venditti
Mena, la pettegola - Daniela Picozzi
Bruna, la figlia - Rita Di Donato
Franco, il dottore - Matteo Lambiase

Data debutto: 1 maggio 1992

Numero Repliche: 6

Teatro debutto: Teatro A.C.C.A. Cava de' Tirreni)

La commedia:
E' la rappresentazione di una drammatica esperienza: quella di una persona costretta a guardare in faccia la morte…
Ad una giovane, nel fiore degli anni, per un banale errore, viene diagnosticato un male incurabile.
E' a questo punto che la donna s'accorge come la vita, vissuta fino a quel momento in modo distratto, ha un peso ben diverso.
La superficialità si tramuta in riflessione diventa addirittura poesia.
Riscopre allora valori dimenticati che cambieranno il suo modo di pensare e di… vivere…

Considerazioni:
Considerazioni dell'autrice
Le vicissitudini dell'esistenza umana sono la miniera dell'idea teatrale.
Momenti del pensiero umano, riflessioni sull'esistenza e conflitti psicologici sono sempre stati il tessuto di ogni opera scritta.
La PAROLA, il teatro di PAROLA, esternare con la PAROLA situazioni e pensieri è il teatro che preferisco, è il teatro di sempre.
Ogni ricorso a novità, a chiassose stravaganze non attira il mio interesse.
Se ho un motivo, un'idea, questo mi basta; anche fatti occasionali della vita mi forniscono tutto ciò di cui ho bisogno per fare teatro.
Liliana Lorenzi Gasperin

Il Capocomico
Nel leggere «Prima che vegna scuro» - scritto in dialetto veronese - ho scoperto, ancora una volta, quanto sia assurdo pensare che un testo dialettale debba nascere e morire nella propria regione.
Nella mia lunga esperienza di capocomico si è sempre più rafforzata l'idea che se una commedia è «buona» essa «funziona» a prescindere dalla lingua o dal dialetto usato dall'autore.
Facendo esprimere i personaggi in dialetto cavese non sarebbe risultato meno credibile perché l'autrice li aveva creati «veri».
La difficoltà era nel tentativo di rendere gli stessi sentimenti con una musicalità diversa; se ci sono riuscito lo saprò alla fine dello spettacolo.
D.M.V.

Città e teatri:
- Cava de' Tirreni: Teatro A,C.C.A. - Genesi 82
- Maiori: Giardini di Palazzo Mezzacapo
- Verona - Teatro Aurora