Razzullo e Sarchiapone

Autore: Mimmo Venditti

Adattamento: Libero adattamento e rielaborazione in endecasillabi dialettali della Pastorale: "La cantata dei pastori ossia Il Vero Lume tra l'ombre" di Andrea Perrucci

Regia: Mimmo Venditti

Luci: Bruno Rispoli

Sartoria: P.T.B.

Musiche: Pastorali cantate dal vivo dal coro: THE OVERTONES

Personaggi e Interpreti:
Pluto (signore dell'Inferno) - Rocco Mariano Landi - Enzo Senatore
Belfagor ( principe dei demoni) - Gerardo Ferrara - Giovanni Falcone
Astarotte: (stratega dei demoni) - Simone Ferrara
Asmodeo (povero diavolo) - Raffaele Santoro
Armenzio (vecchio pastore) - Giacomo Casaula
Benino (pastorello) - Raimondo Tanimi Adinolfi
Maria Vergine - Valentina D'Arienzo
Siuseppe - Roberto Palazzo
Gabriele (Arcangelo) - Felice Giordano
Razzullo (scrivano napoletano) - Mimmo Venditti
Ruscello (giovane pescatore) - Carlo Della Rocca
Cidonio (giovane cacciatore) Gabriele Apicella
Sarchiapone ( barbiere, nella tradizione napoletana) - Matteo Lambiase
Il Coro angelico - The Overtones

Data debutto: 22 dicembre 2012

Numero Repliche: 6

Teatro debutto: Cava de' Tirreni: "Il Piccolo di Cava"

La commedia:
Scritta nel 1699 da Andrea Perrucci (nato a Palermo 1/06/1651 – morto a Napoli 6/05/1704) e firmata con lo pseudonimo di dottor Ruggiero Casimiro Ugone, andò in scena al Teatro San Bartolomeo di Napoli la notte di Natale dello stesso anno.
Ebbe da subito grande successo di pubblico tanto che, nel giro di pochi anni, compariva contemporaneamente nei cartelloni di tutti i teatri della città, per la gioia del popolino che accorreva in massa per seguire la lotta tra il Bene ed il Male, entusiasmandosi e partecipando attivamente con consigli ed incitamenti alle continue trovate di Belfagor, sistematicamente annullate dall'arcangelo Gabriele, per impedire la nascita del Bambino Gesù.
Vittorio Paliotti racconta che le simpatie del pubblico erano tutte per il povero diavolo, sempre sconfitto, da quell’antipatico di Gabriele, ma, dopo aver riso per le disavventure di Razzullo, scrivano napoletano sempre affamato, arrivato in Palestina al seguito del Preside Cirino per fare il censimento dei sudditi dell’imperatore Ottaviano, si commuoveva alla nascita del Bambino Gesù.
Interpretata soprattutto da compagnie filodrammatiche, con attori improvvisati (ma Antonio Dei Cangiani, facchino di mestiere, ebbe un successo strepitoso per le sue inimitabili e acrobatiche capriole), entrò anche nel repertorio di grandi attori dell’epoca: Federico Stella si rivelò un ottimo Belfagor al San Ferdinando ed il grande Pulcinella, Giuseppe De Martino, fu un eccellente Razzullo. Tra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento comparve un secondo personaggio napoletano a fare da spalla a Razzullo: Sarchiapone ... un barbiere che, nella finzione scenica, risultava emigrato in Galilea per sottrarsi alle conseguenze giudiziarie di un omicidio compiuto a Napoli.
A proposito delle infinite manipolazioni, spesso inutilmente ed estremamente volgari, Benedetto Croce, nella sua opera “I Teatri di Napoli”, ha scritto: “Nel Natale del 1899 il Prefetto di Napoli, conte Cadronchi, ha vietato la rappresentazione della Cantata dei Pastori per ragioni d’ordine e di decenza pubblica”.

Considerazioni:
Nei miei primi ricordi di bambino, c’è un Teatro e ... “La cantata dei pastori” ... non tutta però, perché, stretto al braccio di mio padre, chiudevo gli occhi quando comparivano i diavoli, l’inferno, le fiamme vere, i tuoni ed i fulmini.
Avevo quattro o cinque anni e, la sera della vigilia, in attesa della messa di mezzanotte, si andava all’Odeon (oggi cinema Metropol). Attraverso un cancello, si entrava in un cortile scoperto, pochi gradini e si entrava in sala. Pavimento in legno, poltrone rosse e, credo, due file di palchetti dipinti in bianco e oro. A me sembrava bellissimo, ma mio padre rimpiangeva il “Verdi”, da qualche anno trasformato in Municipio, diceva che quello era il vero Teatro dei Cavesi!
Una decina di anni dopo, diventai un assiduo spettatore delle repliche che venivano proposte con una certa regolarità dalla Gi.Fra. Antoniana, nel teatrino del convento di San Francesco.
Confesso che non sempre capivo tutte le parole: il linguaggio aulico, la recitazione in versi e gli attori ... non tutti all’altezza ... ma l’idolo di noi ragazzi era Sarchiapone. Alfonso Civetta era un interprete magnifico ... i nostri applausi erano tutti per lui.
Quando nel 2012 - alla disperata ricerca di un lavoro alternativo a “Natale in casa Cupiello” che il P.T.B. proponeva dal 1993 - “La cantata dei pastori” fu la scelta logica ed obbligata.
Ci pensavo da qualche anno, ma ... bisognava riscriverla, facendo attenzione a non tradire troppo il testo e, soprattutto, senza rinunciare alla bellezza del verso. L’endecasillabo non mi spaventava. Lo avevo già usato per la rielaborazione dell’Anfitrione di Plauto e ... poi ... ho sempre pensato e sostenuto che noi cavajuoli parliamo in endecasillabi ... ed io “cavajuolo lo sono” ... checché ne dica l’amico Livio Trapanese.

Tutti gli interpreti:
Raimondo Tanimi Adinolfi - Gabriele Apicella - Giacomo Casula - Valentina D'Arienzo - Carlo Della Rocca - Giovanni Falcone - Gerardo Ferrara - Simone Ferrara - Felice Giordano - Matteo Lambiase - Rocco Mariano Landi - Roberto Palazzo - Raffaele Santoro - Enzo Senatore - Mimmo Venditti - Il Coro angelico - The Overtones

Città e teatri:
Cava de' Tirreni: Teatro "Il Piccolo di Cava"
Allestimenti: 2012 - 2014 -